Carrara: un centro storico dimenticato.

16 Gen

La città di Carrara è conosciuta in tutto il mondo ed il suo nome rimanda immediatamente al meraviglioso marmo di cui le montagne sono ricche.

“Capitale mondiale del marmo” è in effetti il nome con cui generalmente viene identificata e conosciuta.
Le sue antiche origini risalgono all’epoca dei Romani, che furono tra i primi ad utilizzare il marmo delle vicine cave per i loro monumenti ed a commercializzarlo dal vicino porto di Luni.
Nell’alto Medioevo,fra il XII e il XV secolo, le cave e la città vengono pressoché abbandonate ed il suo centro storico mostra, in modo evidente, molte testimonianze delle passate vicende storiche.

Ad esempio:

PIAZZA D’ARMI con la sua maestosa ed imponente Accademia delle belle arti;

PIAZZA ALBERICA coi suoi palazzi seicenteschi ed il monumento a Beatrice D’Este;

VIA SANTA MARIA con la casa del naturalista e storico Emanuele Repetti, la cui architettura mostra i tipici tratti stilistici medioevali;

PIAZZA DEL DUOMO con l’inconfondibile cattedrale, terminata nel XIII sec., spettacolare testimonianza dell’abilità cittadina nella lavorazione del marmo con il suo rosone e per l’apparato scultoreo della facciata, degli interni, ecc…


Queste sono solo alcune delle attrattive che la città offre oltre ai poli museali tra cui:

Il Museo del Marmo: sorto nel 1982 allo scopo di documentare le testimonianze della locale cultura del marmo, e di permetterne la valorizzazione e la conservazione in una struttura di alto interesse architettonico.

Il Museo delle Arti Plastiche: realizzato su interessante progetto architettonico restaura e riprogetta un edificio del XVII secolo.
Questo complesso, che ospitò i confratelli dell’Ordine Francescano, diventa, attraverso un sensibile intervento di revisione, ampliamento e cambio di destinazione d’uso prima ospedale, poi sede scolastica, poi Casa di Riposo per anziani e finalmente un museo nel 1999.


Queste ricchezze, come altre, non bastano però ad attirare in modo concreto i visitatori nella città: almeno non quanto essa meriterebbe e si vorrebbe a Carrara.
Forse per la carenza di uno strutturato ed organico programma culturale e di attrattive conviviali supportate da un’opportuna organizzazione turistico ricettiva e commerciale.
Inoltre scarsa sembra esser la valorizzazione dell’attività scultorea cittadina che dovrebbe e potrebbe attrarre, quasi in modo spontaneo e naturale, i visitatori rivelando la “magia” che sta dietro alla lavorazione plastica del marmo per la sua produzione artistica, di design o per l’edilizia.
Credo che le abilità acquisite nei secoli, che costituiscono la nostra peculiare tradizione, dovrebbero essere esibite a chiunque ne sia interessato.


Sforziamoci di offrire la possibilità, a chi viene a Carrara, di respirarne l’atmosfera tipica, di fare shopping, di gustare le deliziose tipicità locali eppoi di entrare in un laboratorio di marmo, ad ammirare alcune lavorazioni, e, perchè no, di partecipare ad una visita guidata alle cave per toccare con mano l’origine vera e propria della ricchezza cittadina:

LO “STORICO” MARMO DELLE ALPI APUANE.

carrara

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